La transizione ecologica del settore automotive

Le auto elettriche e la mobilità sostenibile sono considerate parte del nostro futuro, eppure sono molti i punti da chiarire: conseguenze sui
posti di lavoro, riconversione delle imprese e ricadute ambientali. E’ quindi urgente capire come si può agire per rendere sostenibile per lavoratori e imprese la transizione alla mobilità verde. Proprio su questi è incentrata la due giorni “La transizione ecologica del settore automotive”, organizzata da Movet e Comune di Livorno il 7 e 8 luglio presso il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. L’ingresso è gratuito e le iscrizioni sono possibili al link https://bit.ly/MovetAutomotive sia per partecipare in presenza che per seguire
la conferenza in streaming.

IL PROGRAMMA 

Le slides dei relatori

Sviluppo ed evoluzione delle Fuel CellProf. Lorenzo Ferrari, Università di Pisa
Impiego H2 nei MCI – Prof. Giovanni Ferrara, Università di Firenze
Reti di distribuzione e stoccaggio di H2Ing. Francesco Bini, Hydrogen Growth Area Baker Hughes
Impiego di Biocombustibili nei MCIIng. Roberto Mussi, Centro R&D Europe di Yanmar
Sviluppo della filiera nel paradigma elettrico – Ing. Giuseppe Corcione, Reinova
Incentivi e domanda di auto in vista del phase-out dei motori a scoppio nel 2035Dott. Andrea Malan, Autonews
Offerta di mobilità: l’evoluzione di prodotti e serviziIng. Ludovico Maggiore, Gruppo ESTRIMA
L’auto elettrica e l’impatto sull’occupazioneProf. Davide Bubbico, Università di Salerno
Transizione e Innovazione: la filiera italiana e l’I4.0Dott. Giuseppe Giulio Calabrese, IRCRES – CNR
La filiera auto italiana e la transizione tecnologicaProf. Francesco Zirpoli, Università Ca’ Foscari
Transizione o transazione ecologica?Ing. Luca De Vita, ANFIA
E-mobility e industria italiana: minaccia o opportunità? Ing. Omar Imberti, ANIE

 

“Livorno – spiega l’assessore al Lavoro e allo Sviluppo Economico Gianfranco Simoncini – è fortemente e pesantemente investita dalla transizione ecologica, ed in particolare nell’automotive con più di duemila addetti che operano tra i Comuni di Livorno, Collesalvetti e Fauglia. Abbiamo necessità di avere garanzie forti sul radicamento e la presenza nel nostro territorio, anche in futuro, delle presenze industriali che coinvolgono questi lavoratori e lavoratrici. Servono politiche nazionali che garantiscano tutto il settore nel nostro Paese e anche nell’area livornese. In questi mesi – aggiunge l’assessore Simoncini – abbiamo ottenuto un primo risultato importante sul fronte degli aiuti all’impresa, con l’inserimento, per la prima volta, dei territori di Livorno, Collesalvetti, Rosignano e anche Fauglia tra le aree ex art. 107 3c del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea. Fatto che permetterà alle grandi imprese di essere concorrenziali a livello europeo con altri impianti. Un provvedimento molto importante soprattutto per gli insediamenti dell’automotive nel nostro territorio”.
«Quando abbiamo lanciato l’iniziativa la situazione energetica non era così drammatica come ora, tuttavia la necessità di promuovere una transizione sostenibile era già sotto gli occhi di tutti. In fondo non avrebbe letteralmente senso parlare di una transizione ecologica che non fosse anche sostenibile. Naturalmente noi pensiamo a una sostenibilità a tutto tondo, cioè relativa alla sfera sociale, all’impatto sulla occupazione e sulle nuove opportunità di lavoro, e poi all’impatto sugli equilibri naturali, e tramite questi sulla salute,
sull’assetto complessivo delle risorse. E’ imprescindibile una visione globale» afferma Giuseppe Pozzana, presidente di Movet, Centro d’Iniziativa per Motori, Veicoli e Tecnologie.

Il Parlamento Europeo ha dato un’accelerata al percorso di transizione decretando la fine dei veicoli a benzina e diesel per il 2035; ma centrare quest’obiettivo significa rivoluzionare il comparto automotive come lo conosciamo oggi. In primis, è necessario smantellare gli attuali impianti produttivi, tarati per la produzione di componenti per motori endotermici, e riconvertirli all’elettrico. A ciò, si aggiungono le conseguenze sui posti di lavoro: ormai sappiamo che un’auto elettrica richiede un numero minore di ore – lavoro perché ha una struttura più semplice, determinando un esubero rispetto ai posti di lavoro attuali. Anche l’automotive toscano sarà toccato da questa rivoluzione. Le aziende del comparto, principalmente concentrate su Pisa e Livorno, sono per l’80% PMI (dati Irpet) a cui si accompagnano alcuni player internazionali, ma in entrambi i casi sono chiamate a una sfida di grandi dimensioni. Le istituzioni stanno capendo che il processo di transizione ecologica va accompagnato, ad esempio il Mise ha stanziato un fondo di 8.7 miliardi di euro proprio a favore di imprese e lavoratori, ma siamo ancora all’inizio. «Movet sta cercando con tenacia di evidenziare la realtà e le potenzialità del sistema automotive toscano, ma anche le minacce e le criticità. Abbiamo una ottima interlocuzione con tutti i soggetti in campo, comprese le istituzioni e confidiamo che dal confronto e dagli approfondimenti che promuoviamo possano nascere risposte utili e positive» dichiara Giuseppe Pozzana.

Tra gli altri punti all’ordine del giorno de “La transizione ecologica del settore automotive” vi sono le sfide tecnologiche che l’auto elettrica porta con sé. La più è rilevante è che tipo di motorizzazione avrà l’auto del futuro. Il mercato si sta orientando verso l’auto elettrica a batteria ricaricabile, tuttavia vi sono altre alternative, come l’auto che usa come combustibile il gas idrogeno. Infine l’ambiente. Se è vero che l’auto elettrica non produce emissioni e quindi ha un impatto minore sull’ambiente, si pone il problema di come viene prodotta l’elettricità che useremo per ricaricare l’auto. Ovviamente, l’obiettivo è produrre elettricità pulita da fonti rinnovabili, ma allo stato attuale vi sono
alcuni limiti a questa possibilità, che solo grazie alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecniche supereremo.

E’ in un contesto di forte incertezza che si inserisce la conferenza “La transizione ecologica del settore automotive” con l’obiettivo di creare una visione sistemica, considerando tutti gli attori coinvolti nel processo di cambiamento. La due giorni “La transizione ecologica del settore
automotive” è suddivisa in 4 sessioni: la prima, il mattino del 7 luglio, è lo stato dell’arte della tecnologia per il motore elettrico e a idrogeno, un dualismo che crea incertezza soprattutto nelle scelte strategiche delle grandi case automobilistiche. Segue il pomeriggio del 7 luglio una parte dedicata a imprese, lavoratori e stili di vita. Infine, il mattino dell’8 luglio, sarà la volta delle policy, articolata in “Domanda di policy”, di cui saranno protagonisti le parti sociali, tra cui Anfia. In questa sessione, Movet presenterà il progetto “Movet x Her”, realizzato con la collaborazione dell’associazione “Donne 4.0”, Ericsson e Vitesco. «Questo progetto intende supportare le giovani ragazze nella scelta di attività di studio e professionali legate all’informatica e all’ingegneria, rendendole consapevoli delle opportunità lavoritive che fornisce l’automotive», spiega Darya Majidi presidente “Donne 4.0” e Consigliere Movet. Infine, la sezione “Offerta di Policy”, in cui amministratori locali e nazionali si confronteranno sul tema; proprio in questa sessione è previsto l’intervento del Segretario Generale del Ministero del Lavoro Dott. Andrea Bianchi.