La rivoluzione 4.0 cambierà profondamente anche il processo produttivo, anche nel settore automotive. E’ il caso dell’uso di stampanti 3D per la produzione di componenti auto.

«L’additive manufacturing porterà a una riduzione del “development cycle time”, il tempo necessario allo sviluppo di nuove soluzioni progettuali: dal concept alla validazione funzionale- spiega Carlo Cavallini, Additive Manufacturing Centre Manager di HPE e continua  -. Ci sarà anche un incremento del valore aggiunto delle parti prodotte tramite una più efficiente progettazione ed integrazione funzionale.

Se per il momento la tecnologia delle stampanti 3D è ancora costosa e limitata alle auto fuoriserie, si ipotizza che nel futuro avrà un’ampia applicazione nel settore automotive. «Saranno soprattutto i prodotti classicamente realizzati in fonderia come fusioni motore e parti del telaio a essere prodotte con queste nuove tecnologie – afferma Cavallini e specifica -. Le stampanti 3D permetteranno anche di ottimizzare il design di queste componenti, riducendone massa ed ingombri e permettendo in questo modo di andare incontro alla sempre più impellente necessità di riduzione delle emissioni nocive.

Infine, una spinta all’uso delle nuove tecnologie la da il mercato sempre più incline a customizzare i prodotti. «Già adesso BMW produce in serie limitata cruscotti della Mini con stampanti 3D secondo le indicazioni del cliente».

Luca Della Maggiora