L’impegno di Movet nel campo automotive si estende anche al mondo accademico. Per queste ragioni è stato creato il centro studi Ucar. Ne parliamo con il prof. Marco Pierini, ordinario di progettazione meccanica e costruzione di macchine all’università di Firenze. «Ucar è l’acronimo  di “Centro universitario di ricerca e servizi per le tecnologie per l’ingegneria dei veicoli” ed è stato costituito nel 2014 come costola accademica di Movet – spiega Pierini e continua – . Tra le università di Pisa e Firenze ci sono già ottime collaborazioni in ricerca e didattica nell’automotive, Ucar le rafforza permettendo alle due università toscane assieme di competere con i grandi politecnici italiani ed europei».

Prototipi Resolve

Tra i progetti realizzati da Ucar, l’ultimo è lo workshop del febbraio 2020 sulle potenzialità di sviluppo del motore elettrico e dell’infrastruttura necessaria in Toscana. Ma Ucar ha partecipato anche in progetti internazionali come il «gemellaggio, che ha coinvolto un a delegazione di 15 tra docenti e ricercatori, con l’istituto Fraunhofer e l’Università di Darmstadt, nel 2015-2016. E’ stata l’occasione di un confronto reciproco circa le esperienze di ricerca e didattica tedesca e italiana – dice Pierini e aggiunge -. Se la ricerca si muove internazionale senza alcun problema, per la didattica non è così; in particolare, da parte italiana servirebbe snellire la burocrazia necessaria per istituire corsi che coinvolgano istituti e università di paesi diversi».

Inoltre, Ucar e i dipartimenti a esso affiliati sono stati parte attiva nel progetto europeo “Resolve”, a supporto di Piaggio, che coordinava il progetto, e Ktm. L’obiettivo era la realizzazione di veicoli elettrici a quattro ruote che si piegano in curva, la cui struttura è mutuata dagli scooter e sono stati realizzati due prototipi. Il progetto rientrava nel programma europeo Horizon2020 ed era finanziato interamente per un ammontare di 7 milioni di euro; di questi, a Ucar per la fasi studio e progettazioni sono stati destinati 700 mila euro. I materiali del progetto Resolve sono visibili sul sito http://www.resolve-project.eu

«Per i prossimi mesi del 2021, stiamo già organizzando uno workshop sui veicoli elettrici e sulle implicazioni per l’infrastruttura di ricarica. Si stima che nel 2030 circa il 50-60% dei veicoli venduti sarà elettrico o ibrido, con un graduale rinnovo della flotta che renderà le auto elettriche quelle più comune. Una sfida ambiziosa le cui soluzioni sono in gran parte ancora da definire».

Luca Della Maggiora