Si trova a Pisa il laboratorio per la cyber security del CNR. E’ diretto da Fabio Martinelli che col suo gruppo di ricerca si occupa della nostra sicurezza futura, quando l’Internt of Things e l’interconnessione degli oggetti, caratterizzeranno la nostra realtà quotidiana.

L’automotive è uno dei settori più interessati da questi cambiamenti, soprattutto per l’introduzione dei veicoli a guida autonoma. «Quando si parla di cyber security non si parla solo di protezione delle informazioni, ma delle infrastrutture, anch’esse digitali» spiega Martinelli. Le macchine a guida autonoma , infatti, saranno anche collegate alla rete: non solo immagazzineranno i nostri dati personali, come già fanno gli smartphones, ma la stessa infrastruttura di controllo e funzionamento dell’auto sarà digitalizzata.

«Oltre ai problemi di safety, incidenti dovuti al caso, ci saranno quelli di security, incidenti o danni all’auto indotti da altri individui – chiarisce Martinelli -. Per questo, all’interno del Cybersecurity Lab del CNR  conduciamo attacchi etici: hackeriamo i sistemi informatici delle auto per mostrarne le debolezze e per farlo dobbiamo provare a pensare proprio come se fossimo hacker». Martinelli racconta come con alcuni ricercatori del Lab (Costantino, Matteucci e La Marra) siano riusciti a far installare una app (malevola), tramite una web radio sull’auto, dal incauto guidatore. Tale app ha poi preso il “controllo” dell’auto e dei dispositivi come telecamere per parcheggio ed il microfono con chiari problemi per la privacy e la sicurezza.

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E’ un mondo completamente nuovo quello che si studia all’IIT del CNR di Pisa, che pone interessanti quesiti anche sulla responsabilità degli incidenti stradali. «Nel caso di un incidente causato da un virus del sistema informatico di un’auto, di chi è la responsabilità: del costruttore, del guidatore che non ha aggiornato i sistemi di sicurezza oppure dell’assicurazione?».

Forse tra le situazioni più inquietanti, vi è il furto di identità: pensate se invece di rubarvi l’account mail, vi rubassero l’auto riuscendo a eludere i controlli software sulla vostra identità? Anche a questo c’è una risposta, grazie ai ricercatori del CNR, che hanno sviluppato il “Driver Authentication”. «Sfruttando l’intelligenza artificiale e il machine learning, abbiamo creato quest’applicazione che è in grado di riconoscere il guidatore dalla sua maniera di guidare. Il riconoscimento avviene quasi con certezza all’interno di un gruppo di persone, ad esempio familiari e amici che hanno già guidato l’auto».

Un mondo nuovo e a prima vista carico di insidie, ma gli esperti del settore hanno un punto di vista positivo: «I vantaggi che deriveranno dalla guida autonoma saranno molto maggiori degli svantaggi – conclude Martinelli -. Bisogna solo capire che la cyber security è un vantaggio e non un costo».

Luca Della Maggiora