E’ un’idea antica come la civiltà: utilizzare la luce per inviare segnali e scambiare informazioni.  Idea valida tutt’oggi, ma sfruttando la tecnologia 5G e applicandola al traffico veicolare.

Lorenzo Mucchi del laboratorio VISICORE, una partnership tra l’Università di Firenze, l’Istituto Nazionale di Ottica del CNR, il laboratorio europeo di spettroscopia non lineare e il polo universitario di Prato, sta conducendo alcune sperimentazioni sulla rete stradale di Prato. «L’idea è che ogni luce visibile presente in città, semafori, lampioni o le stesse luci emesse dai veicoli, può essere modulata per comunicare informazioni ai veicoli» spiega Lorenzo Mucchi. Auto connesse tra loro, e con ciò che le circonda a partire dai semafori, oggetto della sperimentazione.

La svolta è arrivata con le lampade a led, la cui luminosità può essere modulata velocemente senza che l’occhio umano se ne accorga, evitando l’effetto sfarfallìo. «Abbiamo dotato i semafori di un modulatore di luce e associato a luce accesa/spenta i valori 0/1, così l’impulso luminoso diventa informazione digitale – spiega Mucchi e aggiunge –. In più, abbiamo dotato i semafori di un modem 5G per collegarli alla Rete». Il semaforo quindi raccoglie informazioni sulla mobilità o di emergenza dalla rete e tramite il modulatore di luce le invia all’auto. «Ogni auto è dotata di un demodulatore di luce, posto sul cruscotto o sul retro dello specchietto retrovisore, che riconverte gli impulsi luminosi in informazioni – spiega ancora Mucchi -. Queste informazioni possono essere mostrate sul display dell’auto. Oppure, se l’auto ha guida autonoma, sono direttamente trasferite alla centralina, ad esempio per effettuare una frenata d’emergenza in una situazione di pericolo»

Lorenzo Mucchi sarà tra i relatori di “L’innovazione di I4.0: tecnologie abilitanti e standard per il mondo automotive” la conferenza annuale di Movet dell’8 febbraio 2019

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Fondamentale in questa partita è la velocità nello scambio di informazioni tra il semaforo e la rete, e qui entra in gioco il 5G. «La connettività 5G permette la trasmissione di dati in meno di un millesimo di secondo – specifica Mucchi e conclude -. In futuro, le nostre auto saranno interconnesse così da scambiarsi informazioni sulla circolazione stradale». Una sperimentazione molto importante che analizzando la gestione della comunicazione veicolare dà un contributo allo sviluppo dei veicoli a guida assistita o autonoma.

Luca Della Maggiora