Una delle caratteristiche fondamentali del 4.0, di cui si parlerà a Paradigma 4.0, sarà l’interconnessione degli oggetti che acquisteremo con il mondo attorno. L’”Internet of Things” interesserà anche le nostre auto e ciò provocherà non pochi cambiamenti, sia nella progettazione dell’auto, sia nel comportamento dei consumatori.

Le reti wireless, 4G e 5G, permetteranno la connessione tra il proprio smartphone e il sistema di infotainment dell’auto, ma questo è solo un dettaglio. Infatti, tutte le funzioni del veicolo saranno regolate con sistemi wireless, dall’apertura / chiusura delle porte; oppure, si assisterà alla connessione di più veicoli fra loro e con l’ambiente circostante, ricavando informazioni sul traffico e addirittura il colore del semaforo successivo.

Data e Internet of Things nel 4.0 (Anfia 2016)

La connettività però riguarderà anche il monitoraggio delle prestazioni delle componenti dell’auto, che forniranno informazioni utili ai dipartimenti ReD delle aziende fornitrici, in particolare quelle di livello 1 (tier 1).  Queste tecnologie esistono già e sono relativamente semplici. Il loro scopo è garantire una trasmissione continua di dati e secondo tempi significativi che variano da caso a caso.

Per il momento i limiti alla connettività delle auto sono legali e organizzativi. Sicuramente si porrebbe in alcuni casi un problema di privacy, soprattutto se  a essere monitorate fossero le abitudini di guida: sicuramente utili alle case automobilistiche. Ma i problemi sono anche di un altro ordine. Il consumatore compra la macchina da una casa automobilistica, ma gli elementi al suo interno sono prodotti da aziende fornitrici. Servono soluzioni che permettano di trasferire dati anche a queste. Naturalmente un tale processo presuppone un accordo tra gli attori economici coinvolti e forme di collaborazioni tra OEMs e fornitori di livello 1, oltreché una definizione normativa di tale raccolta e trasferimento dati.

Luca Della Maggiora