Se il 4.0 è effettivamente una rivoluzione, le sue conseguenze si faranno sentire soprattutto sul mondo del lavoro e dell’impresa. Ma concretamente, cosa significa? Movet ne ha parlato con Barbara Bottalico, avvocato e docente presso l’Università degli Studi di Pavia.

Uomini e robot, in che direzione andremo? Nuovo paradigma rispetto a quello che è stato fino a ora, in cui i robot sono confinati in un’area separata, per non creare danni e infortuni. La situazione sta cambiando, perché si sta creando collaborazione tra l’uomo e la macchina.

Nel concreto? Saranno ridefiniti gli standard di sicurezza, perché l’uomo lavorerà insieme al robot. In più, il lavoratore dovrà essere formato per imparare a utilizzare le nuove macchine; l’azienda deve farsi carico della formazione.

Il Diritto come potrebbe interpretare questi cambiamenti? Oggi, il diritto descrive il lavoro in termini di mansioni, come i contratti nazionali, dove sono descritte le mansioni per livello di inquadramento. Proprio sulle mansioni si avrà grosso impatto delle tecnologie 4.0: al lavoratore saranno richieste nuovi compiti, oppure li svolgerà in digitale. Gli stessi concetti di diligenza del lavoratore o la definizione della produttività dovranno tenere in conto l’uso della tecnologia.

Un impatto forte sul nostro modo di intendere il lavoro. Ma ci sono anche altri aspetti interessanti. Per esempio, gli scatti di carriera oggi si basano sull’anzianità, a volte sulle competenze. Con Industria 4.0, le competenze digitali e tecnologiche diventano fondamentali e influenzeranno anche i progressi di carriera del lavoratore.

Il 4.0 non è soltanto i robot. La tecnologia permette anche lo smart working. Sì, e proprio nel 2017 è stato regolato con una legge anche in Italia.

Chi lo usa principalmente?  Alcune multinazionali, in cui c’è parecchia attenzione alla conciliazione vita – lavoro, e nel settore digitale o alta tecnologia in cui è possibile lavorare da remoto.

Quali sono i vantaggi? Lo Smart working permette di delineare, all’interno dei contratti di lavoro dipendente, orari e strumenti del lavoro da casa, valorizzando gli obiettivi del lavoro da svolgere. Cade un concetto arcaico di lavoratore dipendente, come qualcuno fermo nello stesso posto a fare la stessa cosa, rendendolo più autonomi e responsabili.

Luca Della Maggiora